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Perché scegliere i microfoni MELLab?

Benché il mercato offra un’ampia scelta di microfoni da misura, in tanti anni di lavoro sul campo abbiamo spesso riscontrato limiti, difetti o strane scelte dei costruttori di cui volentieri avremmo fatto a meno.
I modelli più economici, sebbene sufficientemente lineari, hanno quasi sempre severi limiti in termini di massima pressione applicabile (con la quantità di subwoofers oggi utilizzati possono riscontrarsi distorsioni davvero significative), difficilmente sono dotati di file di compensazione e la vantata omnidirezionalità è, a volte, assai ottimistica. Quelli più costosi, eccellenti nelle prestazioni, in qualche caso mostrano difetti di solidità, alcuni hanno l’etichetta con il numero di serie facilmente deteriorabile, altri hanno un diametro che necessita di adattatore personalizzato per i calibratori standard. Altri ancora sono costituiti da un corpo unico e, in caso di cadute, la riparazione è molto costosa. Certi sono davvero pesanti e/o ingombranti, infine taluni costano davvero troppo.
Per queste ragioni abbiamo sviluppato il modello MYc-3.
Senza pretendere di aver quadrato il cerchio, crediamo di essere riusciti a raggiungere quegli obiettivi di prestazioni, compattezza ed affidabilità che desideravamo, mantenendo al contempo un costo contenuto, ragionevole.
La performance elettro-acustica del MYc-3 soddisfa tutti i requisiti di chi opera nell’audio professionale, la punta è rimovibile ed inseribile direttamente nei calibratori standard, il numero di serie è inciso al laser, è compatto e leggero, il connettore è Neutrik*, in più, l’esclusivo anello colorato, utile in sistemi multi-microfonici e la custodia stagna, realizzano quello strumento ideale per chi opera sul campo, vero motore di questo progetto.
Tutto è perfettibile, certo, ed in quella direzione continueremo a lavorare, ma siamo convinti che questi microfoni sapranno dare ai loro possessori la stessa soddisfazione che hanno dato a noi.

 

La presenza di sistemi radio-microfonici sui palcoscenici di oggi è pressoché totale e la loro qualità eccellente. Pur non essendo nati espressamente per misure acustiche, possono essere utilmente impiegati anche a questo scopo. In ambienti di grandi dimensioni, in teatri o sale a più piani, svincolarsi dai cavi rappresenta un’opportunità in più. Andare a verificare l’allineamento o la copertura di un “delay” o di altri diffusori dedicati a zone specifiche dell’area d’ascolto, diventa un’operazione semplice e veloce. Non ultimo il costo: potendo utilizzare un body-pack residente, si evita una spesa consistente… (nell’area download può essere scaricato un esempio di applicazione: “Mappa sonora festival rock” ).
Il modello TX-3, benché nato espressamente per la diretta connessione ai trasmettitori shure* e simili, può essere vantaggiosamente utilizzato anche in versione cablata. (Mellab offre una serie di cavi dedicati). In particolare, essendo dotato di file di compensazione e di connessione sbilanciata, può rappresentare un’ottima scelta per misure in laboratorio e per hobbisti alle prese con i propri diffusori auto-costruiti o con l’equalizzazione di impianti domestici.


Insoddisfatti dei modelli offerti dal mercato, abbiamo sviluppato un microfono per smart-phone e tablet che mantenesse i nostri standard e potesse soddisfare le esigenze dei professionisti alle prese con sistemi audio di ogni genere. Nel lungo e tedioso lavoro di selezione di capsule microfoniche pre-polarizzate ci siamo imbattuti in un modello particolarmente adatto allo scopo. L’eccellente linearità, il leggero roll-off alle basse frequenze, la sensibilità, la tenuta in pressione e l’elevata immunità alle interferenze elettromagnetiche di tale capsula, ci hanno immediatamente spinto a “vestirla” con un abito adeguato e a dotarla delle connessioni necessarie a realizzare quel microfono per “I-phone” che avremmo voluto. Così è nato il modello CEL-4, che in breve tempo ci ha regalato enormi soddisfazioni (liberandoci da cavi, computer, schede audio etc. senza, per questo, imporci eccessivi limiti in termini di affidabilità ed attendibilità delle misure realizzate).
“Last but not least”, una volta calibrato il software del nostro telefono o tablet, avremo sempre al seguito un fonometro credibile, beneficio tutt’altro che accessorio per il nostro lavoro che incappa spesso in limiti normativi riguardo il livello di pressione sonora prodotto dagli impianti che gestiamo o di cui siamo responsabili.

 

Una nota finale. Abbiamo scelto di non usare imballaggi di cartone e plastica e tantomeno scatole in legno pregiato o altri orpelli estetici. Li riteniamo inutili, anzi, dannosi. Alzano i costi e impattano inutilmente un ambiente già troppo bistrattato. Questa strategia, il metodo artigianale e il desiderio di un contatto diretto con i nostri clienti, forse ci farà vendere meno microfoni ma vuol essere il nostro piccolissimo contributo al bellissimo pianeta che ci ospita e che trattiamo così male.